Un Mare da salvare!

27 11 2018

L’inquinamento da micro-plastiche delle acque, ma anche dei terreni e dall’aria che respiriamo, è ormai un problema che coinvolge l’intero Pianeta, ma direttamente chiama in causa anche l’etica e le politiche economiche del nostro territorio, grande produttore di plastiche per imballaggi e monouso. Ricordiamoci però che l’utilizzo, il consumo e la dispersione di plastiche nell’ambiente riguarda l’educazione e la responsabilità di tutti noi consumatori. Ecco una iniziativa (volantino) promossa dalle associazioni locali, per informare e analizzare il problema. Si terrà Giovedi 29 novembre, presso il teatro “La Venere” a Savignano sul Panaro, ore 20:45.

Come spunto di riflessione, seguono alcune righe tratte dalla recente proposta di Direttiva Europea (COM(2018) 340) per la riduzione dell’incidenza delle plastiche nell’ambiente.

<< Il quantitativo dei rifiuti di plastica nell’ambiente marino e oceanico è in aumento, a discapito degli ecosistemi, della biodiversità nonché, potenzialmente, della salute umana, ed è causa di diffuse preoccupazioni. Allo stesso tempo, materiale prezioso che potrebbe essere reintrodotto nell’economia va sprecato una volta disperso nell’ambiente. La plastica costituisce l’80-85% del totale dei rifiuti marini, in base ai conteggi degli oggetti rinvenuti sulle spiagge.
Gli articoli di plastica monouso rappresentano numericamente circa la metà dei rifiuti marini rinvenuti sulle spiagge europee. I 10 articoli di plastica monouso rinvenuti più di frequente rappresentano l’86% del totale degli articoli di plastica monouso (e quindi, numericamente, il 43% dei rifiuti marini rinvenuti sulle spiagge europee).

La plastica è ampiamente utilizzata, persistente e ha spesso effetti tossici e nocivi. Data la sua persistenza, l’impatto dei rifiuti di plastica cresce in concomitanza con il loro accumularsi negli oceani. Residui di plastica sono ormai presenti in molte specie marine – tartarughe marine, foche, balene, uccelli e in diverse specie di pesci e crostacei, e penetrano così nella catena alimentare. Oltre a danneggiare l’ambiente e potenzialmente la salute umana, i rifiuti di plastica nell’ambiente marino provocano danni ad attività come il turismo, la pesca e il trasporto marittimo.
Le cause alla base dell’aumento dei rifiuti di plastica e della loro dispersione nell’ambiente marino sono collegate sia alla catena del valore e al mercato della plastica sia ai comportamenti individuali e alle tendenze sociali. I fattori che hanno concorso alla situazione attuale sono molti, tra cui l’ampia diffusione della plastica, la tendenza del consumo dettata dalla comodità, l’assenza di incentivi per garantire una raccolta e un trattamento corretti dei rifiuti, e hanno determinato una gestione scarsa e infrastrutture insufficienti.>>


Azioni

Informazione

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...




<span>%d</span> blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: