Telefonia mobile e salute: il dibattito …

22 11 2019

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Il dibattito di mercoledi scorso, 20 novembre 2019, su “Telefonia mobile: dal 2G al 5G, quali rischi per la salute?” ha interessato molti cittadini di Valsamoggia e non solo: la Sala dei Giganti, in Rocca dei Bentivoglio (Bazzano) era al tutto esaurito, e qualche persona è rimasta in piedi. L’evento è stato interamente registrato e non appena avremo concluso il montaggio aggiungeremo in questo articolo il link al video.

Nel frattempo cominciamo a fornire i seguenti materiali:

  1. Dott. Andrea Vornoli – Biologo, Ricercatore Istituto Ramazzini «Effetti biologici della telefonia mobile 3G» (le slide)
  2. Mauro Battistini – Capogruppo di maggioranza, Comune di Monte San Pietro «La scelta precauzionale di Monte San Pietro» (Testo dell’Ordine del GiornoDelibera del Consiglio di Monte San Pietro, n. 63 del 6/9/2019)




Telefonia mobile: dal 2G al 5G, quali rischi per la salute?

10 11 2019

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Le principali compagnie telefoniche operanti in Italia vogliono introdurre la quinta generazione tecnologica (5G) per la telefonia mobile. Si tratta di utilizzare frequenze di comunicazione molto più elevate rispetto a quelle utilizzate sino ad oggi: si passerebbe dall’attuale frequenza massima di 2,6 GHz (1 Giga Hertz corrisponde a 1 migliardo di oscillazioni al secondo) per il 4G, alla frequenza massima di 27 GHz per la tecnologia 5G. Lo scopo di questo aumento di frequenza sarebbe quello di aumentare la velocità di trasferimento dati mediante la rete di telefonia mobile.

Il fatto è che ci allontaniamo sempre più dalla bande delle frequenze radio, in uso da decenni, per entrare pienamente nel campo delle microonde, che invece non hanno mai pervaso i nostri ambienti di vita in modo quotidiano.  Questo passaggio di tecnologia avviene (sono in corso le prime sperimentazioni), senza che sia stata eseguita una preventiva sperimentazione degli eventuali effetti a lungo termine delle microonde (a 27 GHz) sui sistemi biologici e nonostante le attuali frequenze utilizzate per la telefonia mobile siano già sospettate di indurre gravi effetti sui sistemi biologici e in particolare sulla salute umana.

Molti Comuni italiani (ad oggi quasi un centinaio), tra cui Monte San Pietro, hanno scelto di attuare una moratoria all’installazione di impianti 5G sul proprio territorio, a scopo precauzionale, in attesa che vi siano sperimentazioni e chiare indicazioni sulla non nocività di tale tecnologia per la salute umana e per l’ambiente.

Nascono dunque importanti interrogativi: la nostra società, i consumatori, la politica, sono al corrente di potenziali rischi per la salute del 5G? Ha senso attuare scelte precauzionali nell’introdurre nuove tecnologie, così come nuovi materiali, nell’ambiente e nella vita quotidiana?

Ne parleremo mercoledi 20 Novembre 2019 con esperti del settore, per capire meglio di cosa si tratta, senza pregiudizi e senza superficialità.





Un Mare da salvare!

27 11 2018

L’inquinamento da micro-plastiche delle acque, ma anche dei terreni e dall’aria che respiriamo, è ormai un problema che coinvolge l’intero Pianeta, ma direttamente chiama in causa anche l’etica e le politiche economiche del nostro territorio, grande produttore di plastiche per imballaggi e monouso. Ricordiamoci però che l’utilizzo, il consumo e la dispersione di plastiche nell’ambiente riguarda l’educazione e la responsabilità di tutti noi consumatori. Ecco una iniziativa (volantino) promossa dalle associazioni locali, per informare e analizzare il problema. Si terrà Giovedi 29 novembre, presso il teatro “La Venere” a Savignano sul Panaro, ore 20:45.

Come spunto di riflessione, seguono alcune righe tratte dalla recente proposta di Direttiva Europea (COM(2018) 340) per la riduzione dell’incidenza delle plastiche nell’ambiente.

<< Il quantitativo dei rifiuti di plastica nell’ambiente marino e oceanico è in aumento, a discapito degli ecosistemi, della biodiversità nonché, potenzialmente, della salute umana, ed è causa di diffuse preoccupazioni. Allo stesso tempo, materiale prezioso che potrebbe essere reintrodotto nell’economia va sprecato una volta disperso nell’ambiente. La plastica costituisce l’80-85% del totale dei rifiuti marini, in base ai conteggi degli oggetti rinvenuti sulle spiagge.
Gli articoli di plastica monouso rappresentano numericamente circa la metà dei rifiuti marini rinvenuti sulle spiagge europee. I 10 articoli di plastica monouso rinvenuti più di frequente rappresentano l’86% del totale degli articoli di plastica monouso (e quindi, numericamente, il 43% dei rifiuti marini rinvenuti sulle spiagge europee).

La plastica è ampiamente utilizzata, persistente e ha spesso effetti tossici e nocivi. Data la sua persistenza, l’impatto dei rifiuti di plastica cresce in concomitanza con il loro accumularsi negli oceani. Residui di plastica sono ormai presenti in molte specie marine – tartarughe marine, foche, balene, uccelli e in diverse specie di pesci e crostacei, e penetrano così nella catena alimentare. Oltre a danneggiare l’ambiente e potenzialmente la salute umana, i rifiuti di plastica nell’ambiente marino provocano danni ad attività come il turismo, la pesca e il trasporto marittimo.
Le cause alla base dell’aumento dei rifiuti di plastica e della loro dispersione nell’ambiente marino sono collegate sia alla catena del valore e al mercato della plastica sia ai comportamenti individuali e alle tendenze sociali. I fattori che hanno concorso alla situazione attuale sono molti, tra cui l’ampia diffusione della plastica, la tendenza del consumo dettata dalla comodità, l’assenza di incentivi per garantire una raccolta e un trattamento corretti dei rifiuti, e hanno determinato una gestione scarsa e infrastrutture insufficienti.>>





Referendum Trivelle – evento informativo il 13 aprile a Monteveglio

9 04 2016

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Vota SI … se vuoi fermare le trivellazioni e mettere fine alla ricerca e all’estrazione di petrolio e gas nei mari italiani, almeno entro il limite di 12 miglia nautiche dalla costa.

Vota SI … se vuoi che sia ridiscussa la politica energetica del paese, mettendo al centro gli impegni assunti dall’Italia per limitare le emissioni di gas di serra che alterano il clima.

Vota SI … se credi che invece di puntare sui pochi giacimenti di gas e di petrolio italiani, sia meglio proteggere altre risorse economiche: turismo, agricoltura, beni culturali, ambiente.

Il Referendum è uno strumento di democrazia stabilito dalla Costituzione, tramite il quale il popolo può abrogare una legge esistente oppure venir consultato per un parere, legalmente non vincolante,
circa una determinata questione politica. A quanto pare, questo strumento è oggi vissuto come uno scomodo fardello, talvolta insopportabile per chi legifera. È infatti accaduto che nuovi leggi, sottoposte a referendum abrogativo, abbiano ottenuto un netto dissenso da parte della società civile: è il caso del referendum abrogativo contro la reinstallazione di centrali nucleari o la decisione di privatizzare un bene comune primario come l’acqua (2011). Ma l’aspetto eclatante è il fatto che la politica, su molti risultati referendari, abbia fatto orecchie da mercante: uno su tutti il caso dei finanziamento ai partiti, abrogato con il referendum del 1993 e reintrodotto come rimborso elettorale!

Ciò nonostante, il referendum rimane forse l’unico mezzo di reale partecipazione popolare, per esprimere la propria opinione e in modo diretto, sugli argomenti politici che ci riguardano. Qualunque sarà l’esito del voto e le conseguenti azioni della politica, varrà la pena esprimere il proprio parere! Maggiore sarà la partecipazione, più alto sarà il livello di democrazia e la responsabilità che metteremo nelle mani della politica.

Dunque, tutti al VOTO, domenica 17 aprile!

Le urne saranno aperte dalle ore 7 alle 23. Portate scheda elettorale e documento d’identità!





Lettera aperta ai Sindacati – espansione Ilpa

11 03 2016

Spett.li

Sindacati Filctem–Cgil, Femca–Cisl, Uiltec-Uil e RSU dei lavoratori Ilpa

 

Oggetto: lettera aperta – progetto di espansione Ilpa

 

Egregi,

abbiamo appreso dell’assemblea da Voi indetta a Bazzano per discutere in merito al blocco della Soprintendenza sul progetto d’espansione di Ilpa.

Sottolineando il massimo rispetto da parte nostra per i lavoratori di Ilpa e per il tema dell’occupazione, desideriamo comunicarVi quanto segue.

Come è noto, le scriventi associazioni, rispetto all’ipotesi di un’espansione industriale, incentrata su un magazzino automatizzato alto 30 metri e la demolizione del Mulino di Mezzo, hanno espresso una posizione contraria da circa 5 anni a questa parte, ovvero da quando si è sentito parlare di tale progetto.

Non si era contrari all’espansione a prescindere: sin da allora si propose per iscritto all’amministrazione di salvare il Mulino e ridurre l’altezza del magazzino, senza ricevere alcuna disponibilità a discuterne nel merito.

Più precise osservazioni, in particolare sugli impatti ambientali, sono state formalmente espresse al Comune di Valsamoggia una volta che il progetto è stato reso pubblico, ovvero solo a giugno 2014!

In quell’occasione si comprese anche che il volume del magazzino era nel frattempo raddoppiato (150x60x34), rispetto alle voci di piazza circolate sino ad allora (100x50x30).

Dunque, il nostro punto di vista, per quanto possa non essere condiviso, è stato espresso ai referenti politici delle due amministrazioni che si sono succedute, in molteplici occasioni e modalità (documentabili), dal novembre 2010 ad oggi.

Non possiamo quindi stupirci se oggi, dopo richieste di dialogo inviate ai politici, mediante lettere e raccolte di firme, tutte rimaste inascoltate, si sia arrivati a presentare ben 3 ricorsi al TAR, tuttora in attesa di sentenza e non rigettati!

Crediamo che a tali politici debbano essere addossate tutte le responsabilità della tensione sociale che si è andata creando, determinata da una sbagliata gestione del territorio, da un’inadeguata tutela dei beni culturali e, in primo luogo, dall’incapacità di coinvolgere i cittadini sulle scelte che li riguardano da vicino.

Invitiamo tutti a riflettere sul perchè la situazione si sia esasperata e se ciò sia veramente necessario. Presumiamo che se Voi Sindacati oggi parlate di rischio delocalizzazione, sia perchè l’azienda vi ha prospettato questa ipotesi.

Questa “minaccia” è la stessa avanzata dalla politica 5 anni fa, per giustificare l’introduzione di deroghe urbanistiche in favore del progetto d’espansione. Eppure, da allora, come Voi stessi sottolineate, l’azienda è cresciuta ulteriormente sul territorio.  Ci pare quindi che questo allarme delocalizzazione, abbia unicamente lo scopo di ottenere l’approvazione incondizionata di tale progetto, senza una minima disponibilità alla revisione, senza possibili punti d’incontro tra le esigenze del territorio e quelle dell’azienda.

Avremmo preferito, che questo ruolo di mediazione sulla gestione urbanistica fosse il Comune a condurlo, nel rispetto e a garanzia di tutte le parti, ma purtroppo così non è stato.

Noi ora ci troviamo a sostenere, e Voi a biasimare, le azioni di una Soprintendenza che sta semplicemente facendo il suo lavoro.

Noi a criticare, Voi a minimizzare, un progetto d’espansione con impatti ambientali ed un rischio incendio che, per quanto se ne dica, sono elevati e, non ci pare, che abbiate voluto approfondire.

Noi a denunciare, Voi ad “avallare”, presunte procedure illegittime da parte del Comune, quando invece dovremmo tutti attendere e sollecitare le sentenze del TAR.

In conclusione, ci chiediamo per quale motivo Cultura, Ambiente, rispetto delle Regole ed Occupazione non possano coesistere.

A nostro parere questi temi devono necessariamente coesistere, come ingredienti fondamentali per una società civile.

 

Bazzano, 11 marzo 2016,

Comitato Bazzanese Ambiente e Salute ONLUS

Comitato Tutela Territorio di Savignano

Comitato Attenti al Cubo

Comitato Piumazzese NO alle CAVE

Comitato San Cesario Soccorso al Territorio

Italia Nostra, sezioni di Spilamberto e Modena

(il pdf della lettera)





La Cassava di Charles

15 06 2015

Anche la nostra Associazione vuole impegnarsi verso un aiuto alle popolazioni povere dell’Africa, proponendo un progetto di crowdfunding denominato “La Cassava di Charles“.

Radice di cassava gigante - foto IITA

Radice di Cassava gigante – foto IITA

Si tratta di un progetto di piccola impresa basato su cibo, agricoltura e ambiente, derivato dallo studio di quello che è già stato fatto prima di noi da diverse ONG. Il principale obiettivo è quello di creare un circuito di nuove imprese agricole in Nigeria; lo strumento è quello del credito derivante da un finanziamento collettivo. Il denaro verrà erogato ad una impresa capofila che, nella sua crescita lo restituirà “a catena”, facendo da “incubatore” per nuove imprese simili alla prima.

Charles è un giovane nigeriano diplomato in Economia, emigrato regolarmente in Italia nel 2008, alla ricerca di una vita migliore, lasciando moglie e figli “temporaneamente” in Nigeria. Oggi Charles vuole ritornare a casa con un nuovo progetto di vita, per poter aiutare la sua famiglia ed altre persone del suo paese ad uscire dalla povertà.

Se vuoi scoprire di cosa si tratta puoi scaricare il progetto qui, oppure lo puoi trovare e finanziare direttamente su www.produzionidalbasso.com, cercando il progetto “La Cassava di Charles”.





Quale trasparenza? Quale partecipazione?

20 05 2014

Sono concetti legati da un filo invisibile che si chiama “informazione”. Senza trasparenza da parte della pubblica amministrazione non c’è libera informazione del cittadino e senza informazione non può esserci partecipazione nella gestione della cosa pubblica. Questi ingredienti basilari della democrazia sono spesso solo proclami che si rinnovano ogni 5 anni, nei diversi programmi elettorali, come in questi giorni … Purtroppo, la nostra esperienza non ha mai visto mettere in pratica nessuna di queste promesse, anzi la partecipazione è uno “spettro” molto temuto dalla politica.

trasparenza

L’esempio più evidente lo troviamo nella nostra realtà: sono 4 anni che come associazione facciamo periodicamente accesso agli atti presso il Municipio di Bazzano in materia ambientale. Quasi sistematicamente passano i 30 giorni di rito nel silenzio più totale, e quindi ricorriamo al Difensore Civico regionale che sollecita il Comune … ma quasi mai accade qualcosa. Ad oggi abbiamo numerosi accessi agli atti che non hanno mai ricevuto risposta, nonostante il sollecito del Difensore (es. si vedano i solleciti qui e QUI). Qualcosa non va!

Su molti argomenti abbiamo inviato istanze e proposte al Sindaco e al Consiglio, come sulla nuova strada Bazzanese e sulle attività estrattive, senza ricevere risposta. Abbiamo presentato la protesta di 120 residenti, rispetto ad un accordo pubblico-privato che prevede la costruzione di un magazzino robotizzato alto 30 metri e con oltre 10.000 mq di superficie, un vero “eco-mostro”, ma nessuna risposta è pervenuta! No, la partecipazione spontanea non piace alle amministrazioni!
La politica preferisce utilizzare strumenti ben inquadrati, come le conferenze di pianifi cazione, le consulte, i percorsi partecipativi, dando l’illusione di una sovranità popolare. Tutte situazioni “regimentate”, puri passaggi burocratici, dove il parere del cittadino è solo consultivo e quasi mai allineato con la posizione dell’amministrazione, su decisioni spesso concordate altrove. Ne è un esempio il Piano Urbanistico appena approvato, arrivato in conferenza di pianificazione nel 2011 già “preconfezionato”: 5600 nuovi alloggi e 85 ettari di nuove aree industriali. Nonostante il disappunto espresso da soggetti della società civile e associazioni come la nostra, nulla è cambiato.