Il nostro ricorso al TAR: bussiamo a denari

2 10 2009

Come abbiamo già detto in un post precedente, i Comitati, in collaborazione con Italia nostra, hanno fatto ricorso al TAR contro la decisione della Conferenza dei Servizi di procedere alla messa in funzione dell’impianto di bitumazione.

Il testo del ricorso è disponibile qui.

Le spese legali di questa impresa si aggirano sugli 8000 euro e perciò chiediamo l’aiuto di tutti. Contribuite acquistando le magliette, fate donazioni, aderite al comitato! Aiutateci: ne va della salute di tutti!!!





La Provincia sia con te!

25 09 2009

Il Comitato Bazzanese apprende con piacere che la provincia di Bologna si schiera con i cittadini e con i Comuni che si sono opposti all’impianto di asfalto. Dopo queste dichiarazioni ci attendiamo dunque un aiuto concreto, ad esempio la richiesta di convocazione di una Conferenza dei Servizi a livello regionale, o qualcosa di simile. Infatti, a nostro parere, il problema di quell’impianto, sino ad oggi non è stato affrontato nelle giuste prospettive dalla Conferenza dei Servizi in Provincia di Modena, e a sentir “loro” il capitolo sembra chiuso. Eppure non dimentichiamoci che i fumi possono sì essere convogliati e filtrati con sistemi di abbattimento, ma l’efficacia di tali provvedimenti dipende da quale investimento la ditta è disposta (sarebbe meglio fosse obbligata) a sostenere. Perdonerete la diffidenza, ma sino ad oggi l’atteggiamento dell’azienda non sembra particolarmente “impregnato” di sensibilità ambientale e coscienza civile nei confronti della salute della popolazione. In compenso, mostra una spiccata sensibilità agli affari! Inoltre, passateci l’osservazione, la verifica dell’efficacia dei sistemi di abbattimento dipende dai controlli che vengono messi in campo, ed ARPA, per sua ammissione, non ha le risorse per eseguirli in maniera efficiente e continuativa. Infine, rimane un grave problema, nemmeno sfiorato dalla Provincia di Modena, nonostante le segnalazioni: le falde acquifere in determinate stagioni piovose risalgono a sino a 15 metri di profondità, fino a lambire il piazzale di lavorazione dell’impianto. Nelle stagioni in cui la falda non risale, piogge ingenti, tipiche degli acquazzoni estivi, potrebbero comunque portarsi in falda tutto l’inquinamento nocivo di quel piazzale, venendo a mancare il filtro naturale realizzato dal terreno, oggi divorato dalla cava. Insomma, chi pagherà se un domani dall’acquedotto di Bazzano dovesse uscire solamente acqua non potabile? Chi rifonderà la salute dei cittadini, compromessa da una politica scellerata, condizionata da conflitti d’interesse fondati sulla mercificazione del territorio? God save the Queen! Che tradotto in italiano potrebbe diventare … “qualcuno metta gli occhiali alla politica!”

InformazioneBO-Bitume_Burgin-20090925