I nostri figli ci accuseranno

16 02 2010

“Nos enfants nous accuseront” è il titolo di un documentario girato l’anno scorso dal regista francese Jean-Paul Jaud. L’argomento ci è particolarmente caro: parla dell’inquinamento ambientale e delle ricadute sull’agricoltura e sul cibo, ricadute che vanno a colpire (ce lo ha insegnato la Dr.ssa Gentilini) i più piccoli, i nostri figli. Il film racconta del paese di Barjac du Gard, in Francia, dove il comune, sostenendo la spesa, ha deciso di usare nelle mense scolastiche soltanto cibi biologici. Una decisione davvero forte, presa da un sindaco, a difesa delle popolazione in età scolare, minacciata dall’uso intensivo in agricoltura dei pesticidi (in Francia se ne usano 76.000 tonnellate all’anno). Vengono intervistati genitori, bambini, insegnanti, agricoltori, scienziati e contiene le testimonianze, le opinioni e le speranza che qualcosa possa arginare il disastro generale.

Potete vedere il trailer qui (è in inglese e francese, ma si capisce!) e potete anche ordinare il dvd. Non credo, come molti altri film incredibili, che passerà mai in prima serata su canale 5. Dobbiamo svegliarci da soli.





Il club dei 73

4 12 2009

Passata la faticata della nostra Festa, ricominciamo a fare un po’ di informazione. Stavolta tiro fuori dalla scatola un articolo letto due mesi fa, ma davvero interessante. Parla di uno studio fatto a Milano, finanziato dal Comune stesso, per correlare inquinamento e malattie acute. Lo studio si chiama POEMI, che sta per Pollution and Emergency in Milan. Purtroppo, è stato solo presentato ad un congresso e ancora non pubblicato (almeno a conoscenza mia); la lettura della metodologia di studio sarebbe importante per capire la validità dello studio stesso, ma voglio fidarmi della rigorisità scientifica degli autori, coordinati dal Prof. Sandro Amaducci, primario del reparto di Pneumologia dell’Osp. S. Carlo di Milano. Nel bienno 2007-2008, questi autori hanno studiato gli accessi ai Pronti Soccorso di 5 ospedali milanesi (Fatebenefratelli, Policlinico, Niguarda, San Carlo e San Paolo) e hanno mostrato come, dei 53.514 accessi registrati, 26.151 sono stati provocati da disturbi acuti delle vie respiratorie superiori, 3.569 da asma acuto, 8.536 da bronchite acuta, 5.689 da polmonite, 1.825 da riacutizzazione di bronchite (50% in persone di età inferiore ai 18 anni!!), 4.324 da scompenso cardiocircolatorio, 1.697 da sindrome coronarica acuta e infine, 1.723 da ictus. Tutte queste patologie, in particolare le patologie respiratorie acute, ma anche quelle cardiovascolari, possono essere correlate direttamente all’inquinamento. In particolare lo studio POEMI dimostra come ai picchi di presenza degli agenti inquinanti (pm10, pm2,5) corrisponda un aumento degli accessi ai pronto soccorso (circa il 10%-15% in più) degli ospedali cittadini. Nei Pronti Soccorso di Milano, a conti fatti, vedono 73 persone al giorno a causa dell’inquinamento. La studio conferma, anche se non avevamo grossi dubbi al riguardo, la pericolosità delle polveri sottili e ha dato un bel motivo di preoccupazione al sindaco Moratti e al sistema ecopass, con tanto di class action promossa dal Codacons.

La class action del Codacons si prefigge di fornire la possibilità di chiedere un rimborso alle istituzioni per i danni da smog. La cosa che mi lascia stupito è che questa protesta è indirizzata agli abitanti delle città italiane: a Bazzano non siamo in città, ma se venissero fatti i rilevamenti adeguati, penso che i livelli di particolati sforerebbero spesso i limiti previsti per legge.

Scrive Carlo Rienzi, presidente del Codacons: “Sono proprio comuni, province e regioni a dover tutelare la salute dei cittadini dai rischi connessi all’inquinamento atmosferico, adottando tutte quelle misure in grado tutelare la popolazione”.

Spero che ciò che la provincia ha concesso, la regione tolga.

Il club dei 73 non mi piace e non vorrei essere costretto ad iscrivermi.





La Provincia sia con te!

25 09 2009

Il Comitato Bazzanese apprende con piacere che la provincia di Bologna si schiera con i cittadini e con i Comuni che si sono opposti all’impianto di asfalto. Dopo queste dichiarazioni ci attendiamo dunque un aiuto concreto, ad esempio la richiesta di convocazione di una Conferenza dei Servizi a livello regionale, o qualcosa di simile. Infatti, a nostro parere, il problema di quell’impianto, sino ad oggi non è stato affrontato nelle giuste prospettive dalla Conferenza dei Servizi in Provincia di Modena, e a sentir “loro” il capitolo sembra chiuso. Eppure non dimentichiamoci che i fumi possono sì essere convogliati e filtrati con sistemi di abbattimento, ma l’efficacia di tali provvedimenti dipende da quale investimento la ditta è disposta (sarebbe meglio fosse obbligata) a sostenere. Perdonerete la diffidenza, ma sino ad oggi l’atteggiamento dell’azienda non sembra particolarmente “impregnato” di sensibilità ambientale e coscienza civile nei confronti della salute della popolazione. In compenso, mostra una spiccata sensibilità agli affari! Inoltre, passateci l’osservazione, la verifica dell’efficacia dei sistemi di abbattimento dipende dai controlli che vengono messi in campo, ed ARPA, per sua ammissione, non ha le risorse per eseguirli in maniera efficiente e continuativa. Infine, rimane un grave problema, nemmeno sfiorato dalla Provincia di Modena, nonostante le segnalazioni: le falde acquifere in determinate stagioni piovose risalgono a sino a 15 metri di profondità, fino a lambire il piazzale di lavorazione dell’impianto. Nelle stagioni in cui la falda non risale, piogge ingenti, tipiche degli acquazzoni estivi, potrebbero comunque portarsi in falda tutto l’inquinamento nocivo di quel piazzale, venendo a mancare il filtro naturale realizzato dal terreno, oggi divorato dalla cava. Insomma, chi pagherà se un domani dall’acquedotto di Bazzano dovesse uscire solamente acqua non potabile? Chi rifonderà la salute dei cittadini, compromessa da una politica scellerata, condizionata da conflitti d’interesse fondati sulla mercificazione del territorio? God save the Queen! Che tradotto in italiano potrebbe diventare … “qualcuno metta gli occhiali alla politica!”

InformazioneBO-Bitume_Burgin-20090925