Nasce Valsamoggia … e il cemento cade a pioggia!

17 05 2014

Una pianificazione urbanistica illogica e anacronistica

pecorone-03-sviluppoPochi sanno che a dicembre 2013, appena prima di avviare la fusione di Valsamoggia, i comuni dell’area Bazzanese hanno approvato il Piano Strutturale Comunale (PSC), lo strumento urbanistico che definisce quali aree saranno oggetto di nuova edifi cazione. Il Piano permette la costruzione di 5600 nuovi alloggi, su una superifi cie di 150 ettari, e nuove aree industriali per un consumo di suolo di 85 ettari, su terreni che oggi sono ad uso agricolo.

La chiamano “offerta insediativa”, ma non corrisponde ad un reale aumento demografico della nazione. Si tratta in gran parte di migrazioni provenienti dai centri urbani, che vengono stimolate da un vantaggioso differenziale di prezzo del mattone tra città e campagna. Tutto ciò avviene con cieca compiacenza dei comuni di periferia, abbagliati dall’obiettivo di incamerare oneri di urbanizzazione, che però si ritrovano in breve tempo con carenze di servizi: la mancanza di scuole, asili e assistenza sociale. Le nuove opere e servizi richiedono costi fissi di mantenimento, mentre gli oneri di urbanizzazione si esauriscono in 5-6 anni. E il debito del comune aumenta! Perchè poi servirebbero nuovi alloggi quando già nel 2007 l’Istat stimava 1400 abitazioni vuote nell’area Bazzanese? Oggi saranno molte di più, ma nessuna amministrazione ha fatto un censimento degli alloggi disponibili.

E allora, ancora cemento e sacrificio di territori fertili in nome di un modello di sviluppo che non ha funzionato, completamente sbagliato sia dal punto di vista economico sia occupazionale. La richiesta edilizia è intrinsecamente limitata al fabbisogno fisiologico di una popolazione. Saturare il mercato con nuovi edifici, anzichè ristrutturare gli esistenti, significa mettere in crisi un intero settore economico, oltre che creare squilibri sociali ed irreversibili danni ambientali. Senza considerare l’aggravio del carico urbanistico sulla vallata assolutamente non necessario: maggior traffico, maggiori richieste di servizi, maggiori impatti.
Quale “obiettivo di sostenibilità” ci può mai essere per un territorio che gradualmente perde la connotazione di area agricola e diviene sobborgo dormitorio e periferia della città? Quale intelligente pianificazione può mai prevedere aree industriali che si diffondono a macchia di leopardo, fino a costringere campagne ed aree residenziali ad una difficile convivenza con impatti molesti ed insalubri? Eppure l’obiettivo guida del Piano (art. 5.3 della Relazione generale) è “arrestare il processo di crescita dei territori urbanizzati”. Dov’è la coerenza tra il consumo di 235 ettari di suolo e l’obiettivo guida del Piano?

Vedi QUI per il Giornalino del Comitato sul piano urbanistico e le questioni ambientali di Valsamoggia.

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Aggiornamento CUBO

30 01 2014

Invito Assemblea CUBO 31.01.2014-A5





Lettera aperta

14 09 2013

Alla cortese att.ne della Segreteria

del Partito Democratico di Bazzano

Via F. Cerè 12 – 40053 Bazzano

(pdbazzano@libero.it)

 13 settembre 2013

Egr. Segreteria PD di Bazzano,

siamo lusingati del comunicato che avete diffuso in forma di volantino (vedi), con data 04 settembre 2013, intitolato “Un bersaglio sbagliato – L’inutile petizione del Comitato Ambiente Salute”, contenente un discreto elenco di critiche alla nostra associazione. Viene proprio dai suoi contenuti la conferma di quanto sia centrata la questione sollevata dalla petizione. Nonostante il comunicato non fosse rivolto a noi direttamente, ma al vostro elettorato, riteniamo di dovervi una risposta e lo facciamo con piacere, analizzando punto per punto, le critiche che ci avete rivolto.

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Discrepanze o abusi edilizi?

7 09 2013

Le sorprese non sono ancora finite! Con un ricorso al TAR pendente (vedi il ricorso) e dopo le firme di oltre 150 cittadini di Magazzino che contestano la devastazione del territorio, per l’amministrazione di Bazzano nulla è cambiato. Parliamo della costruzione del mega-magazzino robotizzato alto 30 m, proposto dall’azienda ILPA e sostenuto dal Comune.

vignetta-condizioni-di-VitaLa vicenda ha inizio con l’accordo pubblico-privato sottoscritto a dicembre 2010 (vedi l’accordo): il Comune si impegna a sostenere il progetto, invece ILPA versa nelle casse comunali 600.000 euro, somma necessaria a far rientrare il bilancio 2010 nel “patto di stabilità”, come ammesso pubblicamente da più Consiglieri (vedi sul verbale della delibera di consiglio le dichiarazioni di Finelli e Corti).

Mentre il mega-magazzino attende le autorizzazioni, oggi accadono altri fatti: il Comune di Bazzano riceve un esposto che ipotizza un abuso edilizio commesso da ILPA. L’ufficio Tecnico, tenuto a verificare l’esposto, esegue un sopralluogo di accertamento che conferma l’illecito segnalato e rileva complessivamente 29 abusi edilizi, commessi tra il 2001 ed oggi!

Di conseguenza, il 20 agosto l’Ufficio emette l’ordinanza n. 87 di “ripristino dello stato dei luoghi” e la demolizione di tutte le opere abusive riscontrate (vedi l’ordinanza). Il 3 settembre, sul sito del Comune l’amministrazione commenta l’accaduto con un comunicato stampa (vedi il comunicato) che minimizza i fatti e nel contempo riconferma la fiducia nell’azienda e la piena disponibilità a procedere con l’attuazione dell’accordo sancito nel 2010.

Nonostante i tanti abusi edilizi conclamati, l’Amministrazione non mostra nessun ripensamento e nessuna cautela sulla vicenda, mantenendo un incomprensibile ruolo di “sponsor” per un espansione industriale che, a nostro parere, non è ambientalmente sostenibile. In onore alla trasparenza, il comunicato non cita i 29 abusi edilizi accertati ma si limita a precisare che il sopralluogo “ha rilevato delle discrepanze tra lo stato autorizzato e lo stato di fatto”.

Peccato, perchè l’abuso edilizio è un reato penale, mentre altra cosa è una “discrepanza”! Sicuramente, c’è una discrepanza di vedute, quella tra noi e l’amministrazione, sul modo di tutelare il territorio e di “pesare” il rispetto della legalità!





NELLE MANI DEL SINDACO LA PETIZIONE PER LE SUE DIMISSIONI

24 06 2013

Sabato 22 giugno abbiamo consegnato al Sindaco di Bazzano la petizione (vedi) con la richiesta delle sue dimissioni e di quelle dei Consiglieri comunali che hanno votato a favore della prosecuzione dell’iter di fusione, nonostante il netto parere contrario espresso dalla comunità di Bazzano al referendum del 25 novembre scorso.

La petizione è stata lasciata “sedimentare” per qualche tempo, ma ora è veramente venuto il momento di protocollarla, alla luce della recente conferma che solo in Val Samoggia il principio di sovranità popolare (art.1 della Costituzione) non vale!

La conferma a cui ci riferiamo viene dall’esito referendario del 9 giugno sulla fusione di Savignano sul Rubicone e San Mauro Pascoli (provincia di Forlì-Cesena): a Savignano ha vinto il SI con 2157 voti pari al 54,8% dei votanti, ma solo il 31% degli elettori si sono recati alle urne; a San Mauro, affluenza più alta (42%), ha vinto il NO con 2245 voti pari al 63,4% dei votanti. Anche in questo caso il referendum è solamente consultivo, ciò nonostante è lo stesso Sindaco di Savignano sul Rubicone, Elena Battistini, che riconosce la fondamentale importanza di rispettare la volontà popolare, affermando: “Chiederemo alla Regione, e faremo di tutto in questo senso, di rispettare l’esito, che quindi la fusione non si faccia”. Il Sindaco di San Mauro Pascoli, Miro Gori, è anch’esso dello stesso avviso: “La vittoria di coloro i quali a San Mauro Pascoli hanno rifiutato la fusione è assai ampia e, nonostante si tratti di percentuali di affluenza al voto non esaltanti, deve essere rispettata”. È ancora Miro Gori a sottolineare: “quando si chiama la gente al voto bisogna  rispettarne l’esito”. Del resto i due Sindaci l’avevano detto più volte prima del referendum: “se anche un solo comune dirà no, la fusione non si farà”. Per ora sembrano tener fede alle promesse pre-referendarie. Ecco una breve rassegna stampa a conferma di quanto sopra:

r_lettera-ropa-casini-18feb2012Oggi è forse inutile ricordare che il Presidente dell’Unione di Comuni Valle del Samoggia, Augusto Casini Ropa (Sindaco di Savigno), un analogo impegno l’aveva addirittura garantito su carta protocollata (vedi), ben 9 mesi prima del referendum, con le seguenti parole: “È evidente che, se in uno o più Comuni, vi fosse una chiara e maggioritaria volontà dei cittadini contraria alla fusione, la Regione dovrebbe prenderne atto ed interrompere il processo per tutti i Comuni”. Ma si sa, anche le “garanzie” hanno una scadenza …

Torniamo dunque alla nostra petizione. Una volta superato il quorum delle 150 firme ci siamo fermati: complessivamente abbiamo presentato 162 firme di residenti a Bazzano che sottoscrivono la petizione. Non sono tante, è vero, ma nemmeno poche (oltre il 10% dei voti contrari alla fusione) se si considera che molta gente non ha avuto il “coraggio” di firmare nonostante fosse a favore della nostra iniziativa. Coraggio? Ma perchè mai un cittadino dovrebbe aver timori nel chiedere il rispetto dei propri diritti? Eppure, di fronte all’ipotesi di firmare la petizione molti cittadini contrari alla fusione hanno risposto “e quand a iò pò bisôggn d’andèr in Cmóṅna? …”.

Il segreto dell’urna è tutt’altra cosa, si sa! Forse il senso civico di molti cittadini non è ancora abbastanza “forte” da permettergli di esprimere liberamente il proprio pensiero, ma prima o poi questo accadrà.

Non ci aspettiamo infine le dimissioni da parte di nessuno nel nostro Consiglio comunale. Sarebbe come ammettere di avere sbagliato 2 volte, prima in campagna referendaria e poi nell’interpretazione del voto … e questo non sia mai per un politico “degno” del mestiere, convinto o meno che sia di rappresentare ancora una comunità.

Ci attendiamo comunque una risposta dal Consiglio comunale entro 60 giorni, come prevede l’art. 24 dello Statuto.





Il Comitato è uscito dal seminato?

13 03 2013

Da alcune settimane la nostra associazione ha promosso una Petizione per le dimissioni del Sindaco e di quei Consiglieri che dopo il referendum, nonostante il netto parere contrario della comunità bazzanese, hanno approvato la prosecuzione dell’iter di fusione. Questa iniziativa, avviata attraverso una raccolta di firme dei cittadini, ha suscitato la critica di alcuni esponenti di partiti politici ma anche di qualche persona che ritiene che il Comitato si stia occupando di questioni che esulano dal ruolo di una associazione come la nostra.

Non è così.

Le associazioni definite come “Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale” (ONLUS), devono dotarsi di uno Statuto che rispetti i canoni stabiliti dal Decreto Legge 460/1997.  Secondo questa legge (art. 10, comma 1, lettera a), tra le attività che le ONLUS possono svolgere vi è la “tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente” che rappresenta la nostra attività istituzionale prevalente, come indicato nell’articolo 3 del nostro Statuto.

Oltre alle attività istituzionali prevalenti, la Legge (art. 10, comma 5) consente di condurre anche un insieme di attività ad esse “direttamente connesse”, specificate nell’elenco di cui all’art. 10, comma 1, lettera a, come richiamato dall’art. 4 del nostro Statuto. In particolare, le attività “direttamente connesse” a quelle istituzionali sono: assistenza sanitaria, istruzione, formazione, sport dilettantistico, promozione della cultura e dell’arte e tutela dei diritti civili. Tali attività non devono essere prevalenti rispetto a quelle istituzionali.

Nel caso in questione, la nostra petizione in difesa della Sovranità Popolare (Art.1 della Costituzione) riguarda la tutela dei diritti civili, un’attività permessa per Legge a tutte le ONLUS, quanto meno come attività accessoria. Siamo dunque in regola con la Legge, oltre che con la nostra coscienza di cittadini!

vignetta-diritti-2cCon la presente desideriamo inoltre rassicurare tutte le forze politiche che sentono la nostra iniziativa come una “invasione di campo” o che si sentono “minacciate” da quelli che chiamano “ragionamenti politici”: possono stare tranquilli, la nostra associazione è apartitica e non intende interferire con le loro attività. Inoltre, nessuno di noi ha intenzione di candidarsi alla prossima tornata elettorale. La tutela dei diritti civili è prerogativa anche delle associazioni ONLUS proprio perchè tutti i cittadini hanno il diritto, e il dovere, di difendere i principi della Costituzione. Obiettivo che la nostra associazione vorrebbe perseguire al fianco delle istituzioni e non in contrasto.

Con l’occasione, rivolgiamo anche un ringraziamento a quei bazzanesi che hanno dimostrato grande senso civico venendo a firmare la nostra petizione e ci rivolgiamo a quelli che ancora non hanno firmato per dire loro che potranno farlo presso il nostro banchetto, al mercato di Bazzano, nei prossimi sabati.

È indicativo il fatto che le persone che sino ad oggi hanno avuto il “coraggio” di firmare sono gli anziani ed i giovani, due fascie sociali che per ragioni diverse si sentono più libere di contestare l’operato di rappresentanti delle istituzioni quando le scelte politiche “calpestano” i diritti civili.

Infine, tutta la nostra ammirazione va a quel giovane, di grande senso civico, che è venuto a firmare al nostro banchetto dicendo io sono favorevole alla fusione, al referendum ho votato sì, ma ritengo ingiusto che la volontà popolare non venga rispettata, firmo anch’io la vostra petizione.

Lunga vita alla Democrazia e alla nostra Costituzione!





Petizione di dimissioni

9 02 2013

Parte oggi (dalle 16:00 in Piazza a Bazzano) la raccolta firme per la petizione che chiede le dimissioni del Sindaco di Bazzano e dei Consiglieri che dopo il referendum hanno approvato la prosecuzione dell’iter di fusione.

La petizione (qui il testo) può essere firmata solo dai residenti a Bazzano.

PETIZIONE

AL SINDACO DEL COMUNE DI BAZZANO

 (ai sensi dell’art. 24 dello Statuto Comunale)

 PER LE DIMISSIONI DEL SINDACO E DEI CONSIGLIERI CHE DOPO IL REFERENDUM HANNO APPROVATO LA PROSECUZIONE DELL’ITER DI FUSIONE

 CON LA DELIBERA DI CONSIGLIO COMUNALE N. 82 DEL 27 DICEMBRE 2012

Egr. Sindaco,

presentiamo questa petizione con il massimo rispetto per l’istituzione che Lei rappresenta, come cittadini liberi da condizionamenti partitici e senza alcuna finalità politica se non la rivendicazione del principio di sovranità popolare garantito dall’art.1 della Costituzione della Repubblica Italiana. Riteniamo che tale principio, dopo l’esito referendario del 25 novembre, sia stato “tradito” e con esso il mandato di rappresentanza che i cittadini Le avevano assegnato con le amministrative del 2009.  Le ragioni della nostra richiesta sono le seguenti:

– considerato che il risultato referendario del 25 novembre, con il 58.5% dei voti contrari alla fusione, ha democraticamente indicato che la comunità di Bazzano non vuole aderire al Comune unico;

– considerato che per Statuto (art. 10) il consiglio comunale, presieduto dal Sindaco, ha il compito di “rappresentare l’intera comunità, alla quale costantemente risponde”;

– considerato che il nostro Comune è ente autonomo ed è ancora titolare dell’autonomia e dei poteri di amministrazione garantiti dalla Costituzione (art. 114 e 118), dopo l’esito referendario avrebbe potuto ritirarsi dal processo di fusione;

– preso atto con rammarico che il Sindaco ed una maggioranza di Consiglieri, con la delibera n. 82 del 27/12/2012, hanno chiesto alla Regione di proseguire il processo di fusione, in questo modo hanno consapevolmente tradito la sovranità popolare della comunità bazzanese;

– tenuto conto che il Consiglio regionale, con la seduta del 5 febbraio 2013, ha poi approvato la legge di fusione dei Comuni della Valle del Samoggia

 CHIEDIAMO

Le dimissioni del Sindaco e dei Consiglieri responsabili del mancato rispetto della sovranità popolare della comunità bazzanese.

 I cittadini di Bazzano