Correte! E’ arrivato il Giornalino!

17 05 2014

Giornalino-PSC_bannerE’ finalmente uscito il nuovo Giornalino di Comitato, il file pdf lo puoi scaricare QUI.

In questa edizione analizziamo i seguenti temi:

  • il nuovo PSC di Valsamoggia
  • trasparenza e partecipazione
  • regole uguali per tutti
  • proposte ai futuri amministratori
  • problemi ambientali nei nostri Municipi

Buona Lettura!

 





Proposte ai futuri amministratori

17 05 2014

“Proposte Ambientali” rivolte alle forze politiche che concorrono alle Elezioni Amministrative 2014

In considerazione delle elezioni amministrative 2014, rivolgiamo a tutte le forze politiche che si candidano al governo del Comune di Valsamoggia le seguenti proposte di amministrazione, gestione e tutela del territorio.

L’elenco completo di proposte lo trovate (QUI):

Un breve estratto, con i punti che riteniamo fondamentali, è il seguente:

DEMOCRAZIA: lo Statuto del nuovo Comune non rispetta le comunità locali, in quanto non assegna ai Municipi alcun potere decisionale o di spesa, ma solo “compiti e funzioni” e pareri “obbligatori” puramente consultivi, che non saranno vincolanti sulle decisioni del comune centrale. In particolare, questo si verificherà puntualmente se la maggioranza di un Municipio avrà colore politico diverso da quella del Comune. Immaginiamo che “alla lunga” il ruolo del Consigliere di Municipio risulterà frustrante e incapace di rappresentare compiutamente la volontà popolare. Proponiamo pertanto di modificare lo Statuto (Art. 34), al fine di conferire almeno il potere di veto ai Consigli di Municipio, in merito a scelte che hanno ripercussioni preminenti sul proprio territorio; ad esempio l’apertura di attività a rilevante impatto ambientale, la realizzazione di opere pubbliche, la pianificazione territoriale (PSC, POC, PAE, etc.).

CULTURA E TUTELA DEL TERRITORIO: il nuovo PSC, nei prossimi 15 anni prevede la creazione di nuove aree industriali e residenziali e ulteriori strade; perderemo per sempre 3 milioni e 500 mila mq di suolo agricolo, pari ad un quarto del territorio di Bazzano! Proponiamo pertanto:
• Il censimento immediato di abitazioni ed edifici industriali vuoti o da recuperare, ed il conseguente scorporo dal fabbisogno del PSC, mediante variante, stralciando prioritariamente le aree di espansione che consumano terreno vergine;
• La tutela del paesaggio limitando le altezze massime degli edifici industriali a 10 m e la revisione degli accordi pubblico-privato che sono in conflitto con l’ambiente e la tutela del territorio;
• La revisione delle esistenti attività a rilevante impatto ambientale, ad esempio discariche, cave estrattive, creando un registro comunale delle “aziende insalubri” (come previsto dall’art. 216 del R.D. 1265/1934) e verificando se gli impatti sono mutati nel tempo e compatibili con gli insediamenti abitativi e con l’ambiente.





Nasce Valsamoggia … e il cemento cade a pioggia!

17 05 2014

Una pianificazione urbanistica illogica e anacronistica

pecorone-03-sviluppoPochi sanno che a dicembre 2013, appena prima di avviare la fusione di Valsamoggia, i comuni dell’area Bazzanese hanno approvato il Piano Strutturale Comunale (PSC), lo strumento urbanistico che definisce quali aree saranno oggetto di nuova edifi cazione. Il Piano permette la costruzione di 5600 nuovi alloggi, su una superifi cie di 150 ettari, e nuove aree industriali per un consumo di suolo di 85 ettari, su terreni che oggi sono ad uso agricolo.

La chiamano “offerta insediativa”, ma non corrisponde ad un reale aumento demografico della nazione. Si tratta in gran parte di migrazioni provenienti dai centri urbani, che vengono stimolate da un vantaggioso differenziale di prezzo del mattone tra città e campagna. Tutto ciò avviene con cieca compiacenza dei comuni di periferia, abbagliati dall’obiettivo di incamerare oneri di urbanizzazione, che però si ritrovano in breve tempo con carenze di servizi: la mancanza di scuole, asili e assistenza sociale. Le nuove opere e servizi richiedono costi fissi di mantenimento, mentre gli oneri di urbanizzazione si esauriscono in 5-6 anni. E il debito del comune aumenta! Perchè poi servirebbero nuovi alloggi quando già nel 2007 l’Istat stimava 1400 abitazioni vuote nell’area Bazzanese? Oggi saranno molte di più, ma nessuna amministrazione ha fatto un censimento degli alloggi disponibili.

E allora, ancora cemento e sacrificio di territori fertili in nome di un modello di sviluppo che non ha funzionato, completamente sbagliato sia dal punto di vista economico sia occupazionale. La richiesta edilizia è intrinsecamente limitata al fabbisogno fisiologico di una popolazione. Saturare il mercato con nuovi edifici, anzichè ristrutturare gli esistenti, significa mettere in crisi un intero settore economico, oltre che creare squilibri sociali ed irreversibili danni ambientali. Senza considerare l’aggravio del carico urbanistico sulla vallata assolutamente non necessario: maggior traffico, maggiori richieste di servizi, maggiori impatti.
Quale “obiettivo di sostenibilità” ci può mai essere per un territorio che gradualmente perde la connotazione di area agricola e diviene sobborgo dormitorio e periferia della città? Quale intelligente pianificazione può mai prevedere aree industriali che si diffondono a macchia di leopardo, fino a costringere campagne ed aree residenziali ad una difficile convivenza con impatti molesti ed insalubri? Eppure l’obiettivo guida del Piano (art. 5.3 della Relazione generale) è “arrestare il processo di crescita dei territori urbanizzati”. Dov’è la coerenza tra il consumo di 235 ettari di suolo e l’obiettivo guida del Piano?

Vedi QUI per il Giornalino del Comitato sul piano urbanistico e le questioni ambientali di Valsamoggia.