Appello al rispetto della Democrazia

7 02 2013

Ecco la lettera che abbiamo inviato (il 4 febbraio 2013) ai Consiglieri dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna.

Egr. Consigliere,
prima di partecipare alla votazione sulla Fusione dei Comuni della Valsamoggia la invitiamo a considerare alcuni aspetti normativi, in relazione al risultato referendario.

La legge regionale 24/96 (qui, ndr) specifica:
– art. 12, comma 7
I risultati del referendum sulla variazione delle circoscrizioni comunali sono indicati sia nel loro risultato complessivo, sia sulla base degli esiti distinti per ciascuna parte del territorio diversamente interessata
– la legge non specifica invece come l’esito debba essere letto, ovvero non chiarisce a priori se vi debba essere un risultato affermativo su ciascun comune oppure nel complessivo dei comuni interessati.

Questo secondo aspetto è rilevante per l’esito referendario in questione (qui, ndr), in quanto i Comuni di Bazzano e Savigno risultano contrari, rispettivamente per il 58.52% e 56.8% dei votanti, entrambi con il quorum degli aventi diritto. Si apre quindi un problema interpretativo, di natura politica e giuridica.

Sotto quest’ultimo profilo, ricordiamo che la legge, all’art. 11, comma 5, in alternativa al referendum regionale prevede, indifferentemente, la possibilità che i Comuni consultino le popolazioni con referendum comunali. Se questa fosse stata la modalità scelta, qualunque esito non avrebbe avuto difficoltà d’interpretazione, dovendo un Comune adeguarsi, almeno dal punto di vista della rappresentanza democratica, all’esito avuto sul proprio territorio.

Nel caso in questione, rimane comunque vero che i Comuni partecipanti al referendum sono ad oggi enti autonomi,  e che il voto espresso comune per comune indica ai consiglieri comunali qual’è la volontà dei loro rappresentati. Ciò nonostante, i Consigli comunali di Bazzano e Savigno hanno optato per rinunciare al loro potere decisionale di ente autonomo e hanno voluto “tradire”, o meglio, non rappresentare più la volontà dei loro cittadini.

In caso di Fusione, si aprirebbe quindi una grave lacuna di democrazia oltre che, probabilmente, la violazione del diritto di sovranità popolare di un paio delle comunità consultate.

E’ quindi chiaro che la legge regionale 24/96 vada immediatamente perfezionata, quanto meno per evitare che nei prossini processi di fusione in “cantiere”, si possano ripetere analoghe situazioni.

Nel frattempo vi chiediamo di riflettere su quello che, in caso di voto favorevole, potrebbe diventare un esempio veramente negativo per la democrazia della nostra Regione.

Vi chiediamo quindi di fermare questo processo di fusione e di invitare i comuni della Valsamoggia a riconsultare le popolazioni con referendum comunali, in attesa che la legge regionale possa essere migliorata e possa divenire garante di tutti gli aspetti di democrazia che la nostra Costituzione, in primis, assicura.

Infine, alleghiamo un’invito (qui, ndr) che abbiamo rivolto ai cittadini di Bazzano, per una petizione di dimissioni nei confronti del Sindaco e del consiglieri di maggioranza. Anche se l’iniziativa potrebbe apparire “populista”, altro non abbiamo saputo fare per difendere quel briciolo di scelta democratica che è rimasta nelle mani dei cittadini.

Cordiali Saluti,
Comitato Bazzanese Ambiente e Salute ONLUS

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