L’asfaltificio segreto nella “Terra di Mezzo”

28 08 2009

In un breve racconto, la cronistoria della nascita dell’impianto di bitume e dell’insulto alla nostra “terra di mezzo”.

L’impianto di produzione di asfalto, recentemente sorto sul confine Bazzano-Savignano (località Magazzino), ha una storia difficile da raccontare in poche parole, tanti sono i fatti che la circondano. Dovendo essere sintetici, partiamo dal concetto che quel impianto, in quel posto, non doveva esserci. Certamente! E’ anche difficile decidere di delocalizzare un impianto che non esiste, eppure la precedente amministrazione di Savignano c’è riuscita.

Questo è quello che dimostrano le carte del Piano di Qualificazione e Sviluppo Aziendale risalente al 2005, visionabili in Comune, dove si parla del trasferimento di un impianto di Conglomerato Bituminoso da Via Cassino (località Formica di Savignano), entro la cava del Polo 11, sul confine tra Bazzano-Savignano. Il fatto è che in Via Cassino l’impianto per la produzione di asfalto non è mai esistito! Infatti, tutto si spiega, tramite i famosi “accordi di programma” ex Art. 18 della Legge Regionale 20/2000, quando nel 2006 avviene lo “scambio” tra la ditta oggi proprietaria dell’impianto ed il Comune di Savignano: un polo industriale di trasformazione dei materiali ghiaiosi, in cambio dell’area di Via Cassino da annettere al parco fluviale del Panaro, ed altre opere compensative.

L’affare è concluso, ma i cittadini di Magazzino non sanno nulla di quanto è successo e non hanno potuto partecipare al processo decisionale, nonostante la Legge 108/2001 e il D.L. 195/2005 siano lì a garantire il diritto di partecipazione del pubblico alle decisioni in materia ambientale.

Dunque è di ambiente e di salute che si parla oggi. Era ancora primavera, quando nel 2008 a Magazzino si accorsero che qualcosa stava accadendo in quel buco: la cava Polo 11 si stava misteriosamente e rapidamente abbassando, dai -10 metri previsti dal PAE, ai -15 metri attuali. Quando pochi mesi dopo, dentro la cava, cominciarono a sorgere misteriosi “razzi d’acciaio” puntati verso il cielo, alti oltre trenta metri, il futuro era ormai chiaro: il progetto del polo industriale era idea non più “sindacabile”.

Come se non bastasse, nel luglio 2008 la Provincia di Modena presenta il nuovo Piano Infraregionale per le Attività Estrattive (PIAE) che prevede l’estrazione di ghiaie dal territorio di Magazzino e zone limitrofe, includendo anche i Comuni di San Cesario e Castelfranco, per un complessivo di oltre 12 milioni di metri cubi, su circa 200 ettari di terreno scavato.

A questo punto la popolazione s’infiamma! I cittadini di Magazzino, una località divisa a metà tra Bazzano e Savignano, la “Terra di Mezzo”, comprendono che quello che avevano scambiato per un brutto sogno è pura realtà: le loro campagne fertili sono prese d’assalto dagli interessi economici per i quali si svende irreversibilmente il futuro del territorio, in cambio di pochi spiccioli. Ci aggiungiamo l’inquinamento dell’aria che produrrà l’impianto d’asfalto, le polveri di silicio dalla frantumazione della ghiaia, il giro di camion pesanti (oltre 1000 al giorno), e la rabbia è incontenibile! Sorgono Comitati ambientalisti a Magazzino, Piumazzo di Castelfranco, e recentemente anche a Bazzano, toccato direttamente dall’impatto ambientale del traffico pesante e dalla prospettiva dei fumi d’asfalto, che purtroppo seguono il vento e non i confini comunali.

Con queste basi, a qualsiasi amministrazione verrebbe in mente di recitare un “mea culpa” e di fare marcia indietro: a Savignano no, avanti tutta! Arriva il 6-7 giugno 2009 e si paga pegno: la Lista Civica dei Cittadini vince il confronto elettorale e passa ad amministrare Savignano.

Ora tutto è diverso: il Piano delle Escavazioni può attendere, e sull’impianto di asfalto i Comitati vogliono togliersi qualche “sassolino” dalle scarpe, presentando un esposto al nuovo Sindaco, Germano Caroli.

E’ così che si arriva ai giorni nostri: in queste settimane, presso la Provincia di Modena, è in corso una Conferenza dei Servizi per discutere delle emissioni dell’impianto di asfalto per le quali la provincia aveva già dato parere favorevole e la relativa autorizzazione. La Conferenza è stata indetta dalla Provincia di Modena su richiesta del Sindaco di Savignano, il quale, assieme al Sindaco di Bazzano, ha condiviso le preoccupazioni sulla salute e sull’ambiente, segnalate dal Comitato Tutela Territorio di Savignano e dal Comitato Bazzanese Ambiente e Salute. Infatti, è un dato di fatto che l’imminente entrata in funzione di tale impianto coinvolga molti cittadini delle province di Modena e Bologna, che oggi manifestano motivati timori per le emissioni tossiche e potenzialmente cancerogene, legate alla produzione di asfalto in prossimità di abitazioni e aree coltivate.

Dopo le prime due Conferenze, tenutesi il 30 luglio ed il 20 agosto, alle osservazioni tecniche presentate dai Comitati ambientalisti, non è ancora stata data risposta. Questo è segno evidente che le argomentazioni sollevate rappresentano problemi concreti e non banali, che devono essere risolti prima della messa in funzione dell’impianto. D’altra parte, se è vero che le emissioni in atmosfera potrebbero essere notevolmente abbattute applicando quelle soluzioni che le migliori tecnologie mettono a disposizione, è anche vero che il rischio idrogeologico creatosi con la collocazione di un impianto pericoloso, che utilizza oli minerali e derivati del petrolio, alla profondità di 15 metri sotto il piano di campagna, è elevatissimo e difficilmente risolvibile. Basti pensare che in quell’area vi sono le zone di ricarica delle falde acquifere, e nelle stagioni di massima i livelli di falda risalgono fino a -15 metri, ovvero a lambire i piazzali di lavorazione dell’impianto. Un chilometro a valle dell’impianto vi è poi il pozzo acquedottistico del Comune di Bazzano.

E’ per questi motivi che i Comitati vedono, come unica soluzione di buon senso, quella di delocalizzare l’impianto in un’area lontana dalle popolazioni e dalle aree di coltivazione, imponendo poi tutte le tecnologie di abbattimento delle emissioni oggi a disposizione. E questa volta sarebbe una delocalizzazione reale!

Allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’impatto di questi impianti, i Comitati di Bazzano, Savignano e Piumazzo, hanno organizzato una “Fiaccolata per la Salute”, che avrà inizio lunedì 7 settembre alle 20:30 dalla Piazza di Bazzano e si congiungerà al corteo dei savignanesi alle 21:00, davanti all’impianto di asfalto a Magazzino. Di questi tempi, l’asfaltificio nascosto nelle viscere della terra non è più un segreto per nessuno, e la “Terra di Mezzo” unisce tutti, più che mai.





Di nuovo sul giornale!

25 08 2009

Informazione25.8-Fiaccolataclicca per ingrandire!





Fiaccolata: scaricate il volantino!

24 08 2009

e ovviamente stampatelo, diffondetelo, distribuitelo!!

Volantino_Fiaccolata





Conferenza dei Servizi: il bitume slitta!

21 08 2009

A maggior fondamento delle nostre osservazioni, la decisione sull’impianto di catrame richiede ancora tempo!

http://www.sassuolo2000.it/2009/08/20/savignano-impianto-di-produzione-di-conglomerato-bituminoso-si-decide-a-meta-settembre/





La Cina è vicina: analogie e divergenze tra noi e l’estremo oriente

21 08 2009

E’ di pochi giorni fa la notizia che in 1354 bambini della provincia dello Shaanxi, nord della Cina, dopo riscontro di febbre e perdita di peso, sono stati trovati livelli tossici di piombo nel sangue. Sono tutti bambini sotto i 14 anni di età, abitanti in alcuni villaggi attorno ad una fonderia (Wugang Manganese Smelting Plant) della città di Wenping). Per la cronaca, questa fonderia è di proprietà del gruppo Dongling, quarto produttore di zinco in Cina e proprietario di altri impianti in zona. Sempre per la cronaca, vi era stata la notizia di una altra intossicazione collettiva da piombo nella stessa regione alcune settimane fa. Pare che le abitazioni (fonte Reuters), a 500 mt dall’impianto, avrebbero dovuto essere state delocalizzate a 1.3 km; solo un quarto della popolazione ha goduto di questo trattamento “di favore” peraltro inefficace, visto quello che è successo.
Facendo un po’ di ricerche sul web, si leggono alcuni articoli estremamente interessanti, che colpiscono per le espressioni usate. Ora le trascrivo, tradotte dall’inglese, assieme alla fonte. Vorrei che le leggeste con lo spirito di chi si cimenta con quei giochi sui giornali di enigmistica, i “Chi vi ricorda?”: i risultati del gioco saranno sorprendenti!

da shanghaidaily.com

“When I took my sons to the hospital, the doctor asked if we lived near a heavy-metal plant,” said a woman surnamed Lei from Hengjiang Village. “We suspected the manganese smelter that opened last year was to blame.”

“Quando ho portato i miei figli all’ospedale, il dottore mi ha chiesto se vivessimo vicini ad impianto che trattava metalli pesanti” dice una donna chiamata Lei proveniente dal villaggio di Hengjiand. “Abbiamo sospettato che la colpa fosse della fonderia di manganese che aveva aperto l’anno scorso”

“Whenever the plant is operating, we can see thick smoke and dust in the air,” said another villager.
“tutte le volte che l’impianto va in funzione vediamo fumo denso e polvere nell’aria” ha detto un altro abitante del villaggio.

The plant opened in May 2008 without approval from the local environmental protection bureau, said Huang Wenbin, deputy environmental chief in Wugang City.

L’impianto era stato aperto nel maggio 2008 senza l’approvazione dell’ufficio locale di protezione ambiente, riferisce Huang Wenbin, capo della delegazione ambientale della città di Wugang.

“Its not safe here,” parent Zhang Yongxiang told the paper. “Its not appropriate to move the rest of the families.”

“Qui non è sicuro” ha detto al giornale un genitore, Zhan Yongxiang. “Non è appropriato spostare il resto delle famiglie”

China’s pollution and lax product safety standards have long been a source of tension and unrest, particularly when residents of pollution hotspots — dubbed “cancer villages” because of high disease rates — feel they are being ignored

In Cina, l’inquinamento e gli standard di sicurezza troppo elastici sono stati a lungo fonte di tensione ed agitazione, in particolare quando i residenti nelle zon maggiormente inquinati (zone dette “villaggi del cancro” per l’alta incidenza di questa malattia) sentono di essere ignorati

Parents and residents around the Wugang plant in Wenping Town, Hunan, voiced fear and anger about the threat to children who have studied at schools hundreds of metres from the site

I genitori e gli abitanti della zona di Wugang (nella città di Wenping ) dove è localizzato l’impiano hanno manifestato rabbia e paura per la minaccia alla quale sono stati esposti i bambini che studiavano nelle scuole poste a qualche centinaio di metri dall’impianto.

Avete letto e fatto le dovute correlazioni? Bene. Sappiate che alla fine, evidentemente meno avezzi di noi alla proteste civili, gli abitanti della zona si sono scontrati con la polizia e hanno invaso uno stabilimento, daneggiando dei camion e abbattendo delle recinzioni (pare che, secondo la stessa fonte Reuters, le proteste in Cina per problemi legato all’inquinamento crescano del 30% all’anno). Chi è stato punito? Due dirigenti dello stabilimento sono stati sospesi e il responsabile della ditta è tuttora irreperibile. E lo stabilimento? Chiuso. Il danno alla gente però era stato fatto. Speriamo di non dover assistere anche da noi all’apertura di uno stabilimento “sicuro” e alla sua successiva chiusura per manifesta (e magari già nota) pericolosità.

E chi vuol capire capisca.





Fai sentire la tua voce!

17 08 2009

Come già saprete, i comitati di tutela ambientale di Bazzano, Savignano e Piumazzo hanno deciso di intraprendere azioni di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, per contrastare l’entrata in funzione dell’impianto di asfalto sul confine Bazzano-Savignano.
L’obiettivo è quello di evitare che i fumi, con emissioni cancerogene, tossiche e irritanti, avvelenino ulteriormente l’ambiente circostante ai luoghi di vita di molte migliaia di persone. Chiediamo dunque che questi impianti vengano costruiti lontano dai centri abitati e dalle colture agricole, impiegando il massimo sforzo tecnologico per ridurne le emissioni. Giovedi 20 agosto si terrà una Conferenza dei Servizi per decidere il futuro di questo impianto, alla quale parteciperanno ARPA, USL e Provincia di Modena.

Per FAR SENTIRE CHE CI SIAMO vi chiediamo di inoltrare

ENTRO IL 20 AGOSTO

questo testo ai seguenti tre indirizzi di uffici competenti al rilascio delle autorizzazioni al funzionamento dell’impianto.

Se potete, coinvolgete anche i vostri famigliari e amici, diffondendo questa richiesta, perchè più email arriveranno e maggiore possibilità avremo di farci ascoltare.
Nell’email dovreste indicare anche il vostro nome, cognome e recapito. Chi vuole può ovviamente anche modificare il testo dell’allegato.

Possibilmente dovremmo differenziarci indicando come OGGETTO, ad esempio frasi del tipo “NO BITUME”, “ALLA SALUTE CI TENGO”, “IO ESISTO”, … insomma quello che vi viene in mente, di pertinenza al problema.

I TRE INDIRIZZI email da usare sono quelli degli uffici competenti alle autorizzazioni, il testo è qui (scaricatelo in locale e allegato alle mail)

1) ipvignola@ausl.mo.it

Al Dirigente Responsabile della Commissione Per i Nuovi Insediamenti Produttivi dell’AUSL di Modena,
Dipartimento Sanità Pubblica, Sede di Vignola, Servizio Igiene Pubblica Controllo Rischi Ambienti di Vita,
V. Libertà 799 – 41058 Vignola

2) eori@arpa.emr.it
Al responsabile di ARPA del Servizio Territoriale Distretto Sassuolo Vignola,
V. Claudia 186 – 41053 Maranello,

3) rompianesi.g@provincia.modena.it
Al Direttore Area Ambiente e Sviluppo Sostenibile della Provincia di Modena,
Servizio gestione Integrata Sistemi Ambientali,
V.le Jacopo Barozzi 340 – 41100 Modena

GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE COLLABORERANNO A QUESTA INIZIATIVA DI PROTESTA CIVILE





Bitume sempre più caldo!

17 08 2009

Informazione-14.8-SiAlDialogoclicca sull’immagine per leggere





Fatti più in là!

12 08 2009

Sulla Gazzetta di Modena si parla delle nostre attività! cliccaci sopra per leggere

GazzettaModena11-08-09-ImpiantoBitume





Sono arrivate le magliette!

12 08 2009

Le magliette del Comitato sono arrivate!

Per ordinarle online, clicca qui

Le magliette sono anche disponibili presso il nostro gazebo, aperto nei prossimi sabati (15, 22, 29 agosto e 5 settembre) al mattino,
in Piazza Garibaldi a Bazzano.

magliette





Ancora sull’Impianto di Bitumazione

6 08 2009

Ecco un po’ di documentazione sulla questione del bitume

Le osservazioni del Comitato presentati alla conferenza dei Servizi

La discussa Autorizzazione alle Emissioni dell’Impianto

I rischi da lavorazione del bitume (dal sito del Comitato Tutela Territorio di Savignano)





Fiaccolata per la salute

5 08 2009

Il 7 settembre, alla sera, ci troviamo tutti insieme per una fiaccolata. Tutti insieme per dire no all’impianto di bitumazione e sì alla nostra salute e al nostro diritto di respirare un’aria più pulita.

Non rompeteci i polmoni!

Partecipa e fai partecipare!





Non rompeteci i polmoni!

3 08 2009

Senza tema di smentita, possiamo dirlo chiaro e tondo: i nostri polmoni sono pieni! Non solo quelli del Comitato, ma di tutti gli abitanti della zona. Per questo, abbiamo deciso di stampare delle magliette, che saranno disponibili a breve. Qui vi diamo una breve anticipazione grafica. Se volete prenotarvi (qualcosa ci dice che andanno a ruba), scriveteci!! Ci auguriamo di vedervi tutti in giro con questo slogan. I polmoni sono due, servono a respirare: non fateveli rompere!!

magliette





State tranquilli…

3 08 2009

Ricevo per email e volentieri pubblico su questo blog una lettera della Dr.ssa Patrizia Gentilini…

Gentile Direttore,                                                                                                                  Forlì 1 agosto 2009
la recente  scomparsa di giovani e giovanissimi per cancro nel nostro territorio ha riempito le cronache nelle ultime settimane: passata l’emozione del momento e lasciando perdere gli interrogativi che i singoli casi suscitano e su cui anche la Magistratura indaga,  vorrei tornare a riflettere su questo tema così scottante. Riconosco che, specie il primo agosto, sarebbe più normale pensare alle ferie e cercare svago e distrazione, ma ci sono purtroppo problemi dai quali non ci si può distrarre, se non altro perché nessuno può ritenersene immune: secondo gli ultimi dati dei Registri Tumori in Italia un uomo su due ed una donna su due è destinato a vedersi diagnosticare un cancro nel corso della vita. Al di là delle benevole favole che qualcuno, da decenni,   continua a raccontare e cioè che la soluzione del problema cancro è a portata di mano, che si tratta di un effetto legato solo all’ invecchiamento, che  fra 10 anni nessuna donna più morirà per cancro alla mammella, la realtà è ben altra ed è sotto gli occhi di tutti. Di fatto l’età di insorgenza dei tumori  si è abbassata straordinariamente: da una recente ricerca risulta che in Italia gli interventi per cancro alla mammella in età giovane sono  cresciuti in sei anni del 28.6%,e se da un lato diminuisce l’incidenza dei tumori correlati al fumo, specie nei maschi, sta drammaticamente aumentando l’incidenza di tumori che nulla o quasi hanno a che fare col tabagismo: linfomi, leucemie, cancro a rene, pancreas, prostata, tumori cerebrali ormai sempre più correlati anche con l’uso del telefonino…. I tumori nell’infanzia poi sono in  drammatico aumento:  in Italia +2% annuo (doppio rispetto alla media europea) e tra i bambini sotto l’anno di età  l’incremento è addirittura del 3.2% annuo. Vorrei anche ricordare che l’incremento di cancro è solo la punta dell’iceberg del danno complessivo alla salute che stiamo recando ai nostri bambini: mi riferisco all’aumento di disturbi neuropsichici, intellettivi, relazionali, del comportamento, fino all’autismo, per non parlare dell’incredibile incremento di patologie allergiche, respiratorie, endocrino – metaboliche, diabete, disturbi alla tiroide, criptorchidismo, ecc. Cosa sta succedendo ?
Non sarà che ciò che alcuni medici,  spesso definiti  “allarmisti”, sostengono da anni  è tragicamente vero?.
Vi invito a fare un semplice ragionamento: cosa mai vi può capitare se camminate in un campo minato?  E’ ovvio che tante più mine sono state disseminate tanto più è probabile incapparci e saltare per aria….. Così è per il cancro e le “mine” cui mi riferisco sono cancerogeni noti da decenni quali benzene, arsenico,  nichel, cromo, cadmio, piombo, diossine, per non parlare di  PCB, particolato, pesticidi…. che continuiamo a riversare intorno a noi e  di cui mai nessuno parla, visto che solo la CO2 ( che non è un veleno!) sembra meritare l’onore delle cronache! Da dati ufficiali emerge, ad es., che in Italia, nel pieno rispetto dei limiti di legge, abbiamo immesso in un anno in aria ed acqua: benzene 715.6 ton, arsenico 8.0 ton, cadmio 3.0 ton, cromo 140.0 ton, nichel 80.6 ton. L’ inventario europeo delle diossine ci dice che in un anno nel nostro paese ne sono state prodotte 558 grammi, ovvero, in media, circa 1,5 g al giorno: può sembrare poco ma rappresenta la dose massima tollerabile per oltre 10 miliardi (!) di persone… Sapendo che si tratta di molecole che hanno tempi di dimezzamento di decine/centinaia di anni e che quindi ogni nuova dose si aggiunge alla precedente, come la mettiamo? La nostra regione poi  è al primo posto per uso di fitofarmaci e spargiamo in media 5.7 kg di prodotti chimici per ettaro. Ci siamo mai chiesti dove vanno a finire tutti questi veleni? Purtroppo ovunque e anche dove non vorremmo mai trovarli, ad esempio nel sangue del cordone ombelicale in cui sono centinaia le sostanze chimiche tossiche, cancerogene e nocive che si ritrovano stabilmente: qualcuno può pensare, in totale buona fede di  assolverle?
Da tempo è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti ed agire per ridurre l’esposizione delle popolazioni agli agenti tossici promuovendo la Prevenzione Primaria.
Non è necessario per fare questo conoscere i minimi dettagli del processo della cancerogenesi o il ruolo che ogni singolo agente riveste: la letteratura segnala ormai, su larga scala ed in individui sani, come l’espressione di geni “chiave” si  modifichi  a seconda dell’esposizione a tossici ambientali e di conseguenza si alterino funzioni cruciali del nostro corpo aprendo la strada all’insorgere di neoplasie e non solo.
Il fallimento dell’approccio “riduzionista”, il vecchio paradigma secondo cui si analizza un agente per volta, senza tenere conto delle innumerevoli variabili biologiche e che non permette mai o quasi di giungere a conclusioni esaustive,  è ormai sotto gli occhi di tutti.  Fortunatamente nel mondo si infittisce la schiera di  medici e  ricercatori indipendenti che invocano un cambio di rotta nella strategia della guerra contro il cancro, ossia una drastica riduzione della esposizione ad agenti tossici e nocivi in tutti gli ambiti di vita, l’unica strada che finora ci si ostina a non imboccare con decisione. Eppure, in quei rari casi in cui questo si è fatto, i risultati non sono mancati: in Svezia, dove trenta anni fa sono stati messi al bando determinati pesticidi, seguendo le indicazioni di medici coraggiosi,  oggi si registra una riduzione nella incidenza dei linfomi.
Si tratta di una strada difficile, che va contro enormi interessi, economici  e non solo.  M. Plank (premio Nobel per la Fisica) ci ricorda che “ i vecchi paradigmi vengono abbandonati solo quando coloro che  su di essi hanno costruito la propria carriera e fortuna sono morti”.
Ma ricordiamo anche le parole di Samuel Epstein, un grande medico americano:”quasi tutti gli americani conoscono le pene causate dal cancro a parenti e amici. Il crimine è che molti di questi tumori sarebbero evitabili”; se trasferiamo queste parole all’infanzia ed alle  giovani generazioni l’obbligo di abbandonare i vecchi paradigmi e di passare dalle parole ai fatti diventa ancora più pregnante e credo convenga a tutti noi riflettere, anche ai primi d’ agosto e sotto l’ ombrellone, sulla necessità di  fare cambiare idea a chi di dovere prima che sia davvero troppo tardi per tutti !

Patrizia Gentilini, Oncoematologo
Associazione Medici per l’ Ambiente ISDE Italia